Il D.Lgs. 82/2022 recepisce lo European Accessibility Act (direttiva UE 2019/882) e stabilisce requisiti di accessibilità per prodotti e servizi digitali. È pienamente in vigore dal 28 giugno 2025, con sanzioni che vanno da 2.500 a 40.000 euro.
Chi è obbligato
A differenza di quanto molti pensano, l'obbligo non riguarda solo enti pubblici e grandi piattaforme. Sono coinvolti servizi di:
- E-commerce — qualsiasi negozio online che vende prodotti o servizi.
- Servizi bancari — home banking, app di pagamento, servizi finanziari digitali.
- Telecomunicazioni — servizi di comunicazione elettronica al pubblico.
- Trasporti — informazioni di viaggio, biglietteria elettronica.
Sono escluse solo le microimprese (meno di 10 dipendenti e fatturato o bilancio annuo sotto i 2 milioni di euro) che forniscono servizi — non prodotti — rientranti nel perimetro. Molte PMI medio-piccole, superata questa soglia, sono già dentro l'obbligo senza saperlo.
Cosa significa "accessibile", in pratica
Il riferimento tecnico sono le WCAG (Web Content Accessibility Guidelines), che coprono aspetti come:
- Contrasto colore sufficiente e testo ridimensionabile senza perdita di funzionalità.
- Navigazione completa da tastiera, senza necessità del mouse.
- Testo alternativo per immagini e contenuti non testuali.
- Moduli e processi di acquisto/pagamento compatibili con screen reader.
- Video con sottotitoli e alternative testuali per contenuti audio.
Un sito che "sembra funzionare" per chi lo testa al volo può essere completamente inutilizzabile per chi naviga con uno screen reader o solo da tastiera.
Un percorso in tre fasi
- Verifica del perimetro — il vostro servizio digitale rientra negli ambiti coperti (e-commerce, bancario, telecomunicazioni, trasporti) e superate la soglia di microimpresa?
- Audit tecnico — un controllo puntuale del sito o dell'app rispetto ai criteri WCAG, con una lista di non conformità in ordine di gravità.
- Adeguamento e monitoraggio — correzione dei problemi critici prima, e un controllo periodico per non tornare fuori norma a ogni aggiornamento del sito.
Il punto critico è proprio l'ultimo: l'accessibilità non è un intervento una tantum. Ogni nuova pagina, modulo o funzionalità aggiunta al sito può reintrodurre le stesse barriere se non c'è un monitoraggio continuo.
